Big Country

Questa sezione del sito è dedicato ai Big Country, gruppo rock scozzese che con le loro stupende melodie ed i loro poetici testi carichi di emozioni, rabbia, malinconia e speranza mi hanno aiutato in tutti gli anni della mia vita. Come dico sempre, senza i Big Country sarei stato una persona diversa, e sicuramente peggiore.



I Big Country si formano dopo la rottura del cantante Stuart Adamson con il suo primo gruppo, gli Skids, quando Stuart recluta per la sua nuova avventura musicale il chitarrista Bruce Watson, che in quel momento aveva come occupazione la ripulitura di sottomarini nucleari a Dumferline. I due incrociano l'incredibile capacità ritmica di Tony Butler e Mark Brzezicki durante l'incisione delle prime demo, e presto firmano un contratto con la Sonogram, fanno da spalla ai Jam di Paul Weller a Wembley per i loro sei concerti di addio e debuttano con il loro primo singolo.

La band conosce il successo mondiale con il suo album di debutto The Crossing (1983), che vende oltre 3 milioni di copie ed arriva a 2 nominations ai Grammy Awards. I loro quattro album seguenti, Steeltown (1984), The Seer (1986), Peace In Our Time (1988) e No Place Like Home (1991) hanno portato le vendite totali della band ad oltre dieci milioni di copie.

I Big Country suonano quindi al Live Aid di Wembley e nel 1988 suonano per il loro primo concerto autonomo in Russia allo stadio di Mosca. Alla fine del decennio esce "Through a Big Country", la loro antologia e raggiunge i top 5 in Gran Bretagna vendendo oltre 2 milioni di copie. Dopo questa uscita, i Big Country si separano dalla Sonogram dopo i massicci cambiamenti di organico all'interno dell'azienda.

Nel 1992 i Big Country firmano con la Chrysalis, e centrano due singoli (Alone e Ships) nei top 30 dal loro sesto album, The Buffalo Skinners. Il loro successivo tour europeo porta all'uscita del loro primo live, "Without the Aid of a Safety Net", registrato nel dicembre del 1993 in un travolgente concerto a Barrowlands che fa registrare il tutto esaurito.

Il loro settimo album "Why the Long Face", esce sotto la nuova etichetta Transatlantic Records ma, sebbene favorevolmente accolto dalla critica, non vende quanto sperato. Ma nella scena live la band va sempre meglio: è presente in numerosi festival accanto a Bob Dylan, Faith No More, Black Crowes e Soul Asylum. Un tour di 40 date nel Regno Unito dà ulteriore prova dell'ottimo stato di salute della band.

Dopo l'uscita del loro album acustico nel 1996, Stuart si trasferisce a Nashville ed i componenti della band si dedicano a progetti personali per un lungo periodo. Nel 1998 vengono invitati dai Rolling Stones ("Una delle migliori opening band che abbia mai avuto", dice Mick Jagger) per aprire i loro concerti, e suonano nuovamente 18 concerti in Europa. Le migliori canzoni del loro nuovo disco, "Driving to Damascus", nascono in questo periodo.

Il gruppo rientra nella scena live trionfalmente con il concerto in Kosovo nel Maggio del 1999, assieme a Eddi Reader, Teenage Fanclub, Gun, Simple Minds, Ricky Ross e Midge Ure. L'uscita a Settembre di Driving to Damascus prova quanto la band sia tornata al picco della sua creatività.

La band riceve più attenzione dai media di quanta ne abbia mai avuta prima. Ma Stuart diserta diverse apparizioni in TV ed in concerto con Bryan Adams, si trasferisce in America ed è stanco dei tour. La band esegue quindi un tour di commiato di 18 date in Europa.

Nel Maggio del 2000 undici ulteriori date del "Final Fling" tour mostrano una band carica come non mai, ed una audience entusiasta come non mai.

Nonostante la sua nuova avventura in America con i "The Raphaels", Stuart aveva comunque l'intenzione di tornare a lavorare con i Big Country, ma ciò non avvenne.

Stuart morì il 16 Dicembre del 2001.

Qualsiasi cosa possa essere detta di Stu, degli Skids, dei Big Country o dei Raphaels, nessuno mai potrà portare via la loro eredità musicale e tutto ciò che hanno dato a chi ha ascoltato ed ascolta le loro canzoni.



"Stuart Adamson aveva un cuore grande come una montagna. Mancherà a tutti coloro che amano la sua musica ed ancora di più a quelli così fortunati da averlo conosciuto di persona"

The Edge (U2)

 

"Tramite la sua musica che parla direttamente all'anima, prima con gli Skids e poi con i Big Country, Stuart ha dato gioia a così tante persone in una carriera che è durata oltre due decadi. Anche se sarà amaramente rimpianto, non sarà mai dimenticato"

Jim Kerr (Simple Minds)

 

"Il mio ricordo è quello di un uomo con un grande senso dell'umorismo, con i piedi saldamente per terra e pienamente in contatto con le sue radici. Ambizioso ma non perso nei palazzi del music business. Un uomo modesto, pietoso"

Bill Nelson

 

"Stuart aveva passione. Era vero. Nessun artificio. Niente di pomposo; appassionato sempre al massimo per il cantare ed il suonare. Era un grande uomo. Se c'è un paradiso, le sue porte sono aperte a lui"

Steve Harley

 

"Sono rimasto terribilmente addolorato dalla notizia della morte di Stuart. I miei pensieri e le mie preghiere vanno a lui ed alla sua famiglia. Ha condiviso la sua meravigliosa musica con noi tutti e ci mancherà moltissimo. Ho un vivido ricordo del mio incontro con lui durante un tour nel Regno Unito e della nostra conversazione sulla musica e sulla nostra passione per essa. Essendo un grande ammiratore del suo talento mi sono sempre sentito onorato del fatto che apprezzasse la mia musica. La sua musica rimane impressionante ed emozionante e gli sono grato di averla condivisa con noi. Credo fermamente che ora sia in pace, e vicino a Dio. Siamo così addolorati per la perdita della sua famiglia terremo sempre loro e Stuart nelle nostre preghiere."

Nils Lofgren, Maggio 2002

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